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16/10/13

OGGI A MESTRE CON IL CIRCOLO WALTER TOBAGI

Era il lontano 2007, quando incontrai Tiziana Agostini, durante un corso di scrittura creativa a Vicenza.
Eravamo in tanti ad ascoltarla, a divertirci con le parole scritte. Finito il corso ci fu un attimo di smarrimento «E adesso?».
«E adesso ci troviamo a bere uno spritz e fare un po' di esercizi di scrittura, che abbiamo imparato».
Così, nel 2008 nacque lo Spritz Letterario®.

Il Circolo Culturale Walter Tobagi di Mestre esiste da 19 anni.
Promuove la cultura di qualità, è un laboratorio di ricerca che affronta la scrittura (e la letteratura) con serietà, dedizione e impegno. I soci incontrano scrittori affermati, con i quali si esercitano e scambiano opinioni.

Oggi le due associazioni si gemellano. Cosa vuol dire?
Semplice: se si hanno obiettivi comuni, perché promuovere la cultura da soli?
Conosciamoci, condividiamo gli intenti, scambiamoci le idee ed i progetti, mettiamo i luoghi in comune.

Oggi noi saremo ospitati a Mestre. Oggi noi saremo più ricchi e più entusiasti di diffondere la passione per la parola scritta.

Marianna B.

01/06/13

IL PROSSIMO OSPITE...

MARTEDÍ 4 GIUGNO • GALLA CAFFÉ • 18.30

Avremo come nuovo ospite "Head Hunter" dott. Antonio Bicego.
Lo intervisteremo e faremo domande utili a conoscere 
i casi più strani nei quali 
si è imbattuto. 

Proseguono così i nostri incontri dedicati a ospiti professionisti, per carpire dettagli e nuovi spunti su cui scrivere i prossimi racconti.

Saranno forse i... 
RACCONTI DELL'ASSURDO?

Ingresso libero ai curiosi, 
vietato ai noiosi.

19/03/13

UN CONVIVIUM DI LETTURA

Oggi ci gemelleremo con il Gruppo di Lettura dell'associazione Convivium Vicenza.
Faremo un brindisi al Capestrano Caffè, alle ore 18:45 [galleria del Pozzo Rosso].

Perchè questo gemellaggio?
Per una passione comune: i libri.
Per poter condividere il piacere di leggere, per creare occasioni e incontri che coinvolgano nuovi lettori, incuriositi o conquistati dall'entusiasmo di chi non può fare a meno di perdersi tra le pagine di un buon libro. Un aiuto reciproco, come insegna il detto "L'unione fa la forza", a portare nuove idee, nuove contaminazioni all'insegna dell'arricchimento di tutti.

17/09/12

UN APPUNTAMENTO DA NON PERDERE SUGARPULP & SPRITZ LETTERARIO

La cricca di
Spritz Letterario
è lieta di invitarvi ad un aperitivo
noir letterario con gli amici di Sugarpulp di Padova.


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CHI SONO
QUELLI DEL 
MOVIMENTO
SUGARPULP?

TERRITORI NOIR, IL FESTIVAL INTERNAZIONALE DI SUGARPULP A PADOVA => 28-29-30 settembre

Libri, spritz, stuzzichini, festival letterario, autori, racconti, artisti, sopravvissuti all'Apocalisse Zombie, Mila Zago aka Red Dread, Savana Padana, Che Dio ti aiuti Bambola...

Un aperitivo da non perdere!

Per chi vuole fermarsi a cena, dalle 21:30 musica Swing dal vivo con Rossana Carraro 

04/07/12

Intervista (semiseria) a Carlo Callegari

Metti un brano di Mazzy Star, chessò: Fade Into You ad esempio, voce suadente e al tempo stesso malinconica, di quelle che l’amo lo gettano proprio nel fondo dell’animo umano, dove pescano di tutto, anche quello che non vorresti mai scoprire di te.
Ecco, così entri in sintonia con un uomo, poliedrico, che di nome fa: Carlo Callegari.
Scrittore, musicista, ex guardia del corpo e investigatore privato, attualmente ascolta storie di vita, dal sedile anteriore sinistro della sua auto, viaggiando per l’Italia.

Adesso che hai la musica giusta attorno e dentro di te, lascia che la curiosità faccia il suo sporco lavoro, indaga e scopri chi è questo uomo. Potresti partire da una domanda qualunque, ad esempio:
Qual è stato il tuo approccio alla scrittura?

Lui ti risponderebbe: «Ero militare. Era notte ed avevo il turno di guardia in altana. Per stare sveglio ho iniziato a scrivere un racconto, che è tutt’ora nel cassetto, o quasi, cioè: hai presente il film Notting Hill? Ecco, so che non ci crederai, ma io ho scritto quel racconto e poi vado al cinema e dico – cazzo è il mio racconto questo! Ok?».

Sapevi che fa parte del Movimento Sugarpulp? Dai, chiedigli qualcosa.
Come mai ti sei avvicinato al genere Pulp, tanto da far parte del Movimento padovano Sugarpulp?

«Posso fumare una sigaretta? È una lunga storia, ma cercherò di riassumertela così, stà a sentire (sbuffo di fumo dalla bocca che fa un cerchio perfetto): un giorno, era il 1998, guardo il film Pulp Fiction e, cristosanto, penso che sia una figata assoluta, un cult. Poi un giorno un amico mi parla di questo movimento di scrittori padovani e, se uno più uno fa due, io scrivo e voglio farne parte. Ok? Ecco, il genere Pulp mi si addice, anche se non tutti i miei racconti sono “propriamente” pulp. Hai letto il mio ultimo “Che Dio ti aiuti, Bambola!”?».

Ok, adesso prosegui, lasciati guidare dalla curiosità, aggiungi tasselli, vai.
Ascolti musica quando scrivi?

«Sì, sempre. Scrivere è un momento di solitudine meritata. Amo la musica di Mazzy Star ed il genere “onirico”, se così si può definire, poi mi piace molto Patty Smith. Suono il piano in un gruppo, quando ho tempo e quando mi sento ancora un dilettante. La musica per me deve suggestionare. Tu che musica hai ascoltato prima di incontrarmi oggi, Tiziano Ferro?»

Non offenderti, vai oltre, abbi il coraggio di osare, sennò Carlo ti sbrana!
Qual è il primo libro che ricordi di aver letto e quale il tuo autore preferito?

«Il vecchio e il mare e poi l’Odissea, ma ero un ragazzino. Ora leggo J.R. Lansdale, che è il mio autore preferito, la saga di Hap e Leonard mi piace da matti. C’è ironia nella tragedia e io sorrido sempre alla vita, anche quando va male. Scrivo di ciò che conosco, del mio territorio e, parafrasando Lansdale: «Il Nordest, come il Texas, è uno stato mentale».

Ho detto osa, sennò torni a mani vuote! Portalo in un Bar, offrigli un White Russian e vedrai che si racconterà completamente. Poi fammi sapere com’è andata. Puoi farcela e… White Russian, Dude! Bar, io birra lui anche. Io nera, lui rossa, ci faremo la bionda insieme, dopo…
Qual è il tuo Super Eroe preferito?

«Ne ho due, uno lo tengo di scorta nel caso il primo non funzioni (risata): Paolino Paperino e Superciuck, li conosci? Che te lo chiedo a fare!».

Come mai hai scelto l’editoria digitale? Adesso pubblichi con La Case solo in ebook.

«Ti sento informata. Ok, mi hanno fatto questa proposta e io sono un tipo aperto, quindi ho detto “Ok”. Vedere il tuo libro esposto negli scaffali di una libreria è bello, ma essere nei primi posti su iTunes è una figata assoluta, non potevo crederci. Hai più visibilità e chi ti legge spende decisamente meno!».

A chi ti sei ispirato per il personaggio di Claudio Bambola, agente infiltrato della narcotici di Padova? Che mi risulta essere il primo di una lunga serie, la saga (con la a!) di Mr Bambola.

«A me stesso, che domande. Io mi vedo come l’ispettore Coliandro! Sì, le avventure di Mr Bambola avranno presto un sequel».

Come ti è venuta l’idea per scrivere questo romanzo?

«Ero in un supermercato di prodotti biologici, oh, niente illazioni! E ti vedo queste due gemelle del cacchio, tutte vegetariane, respirano soia, mangiano soia e…  leggiti il primo capitolo, cristosanto. Ecco, sono partito da lì, da quella spesa, da quelle due gemelle: Jolanda e Miranda».

Le donne per te sono ottimi segnalibri tra le pagine di un buon romanzo?

«Ti fa effetto la birra? Che diavolo di domanda è? Le donne per me sono importanti e quello che ci faccio sono affari miei. Mi fido a pelle della gente, ma delle donne… bè, questa è un’altra storia».

Tre motivi per non leggerti e uno per farlo. Immagino tu sia il peggior giudice di te stesso, sono sicura che sarai onesto.

«Sei solo chiacchiere e domande, cristosanto. Non avvicinarti a me se cerchi il lieto fine, se sei moralista e politicamente corretto. Se invece vuoi aprire gli occhi sulla realtà, farti trivellare le narici dall’odore acre del marcio che hai intorno, vai su iTunes e, cristosanto, scaricati il mio libro! Chiaro, no?».

Finchè ordino una bionda per due, dimmi la tua citazione preferita.

«Serve altro? Ok, offrimi una sigaretta e ti dirò la mia citazione preferita, l’aforisma che più fotografa il presente [Offro. Accende. Aggiusta la cenere sul bordo del tavolo]. Bè, eccola “Il passato è passato, il futuro è mercato”, non serve che dica di chi è».

Progetti in corso?

«Zombie. Odore di carne putrida e paura. La testa, ragazza mia, la testa gli devi far saltare se vuoi stare a galla! Il progetto di scrittura colletiva si chiama “The Survival Diaries”, sempre edito in ebook da La Case. È, ma come te lo spiego, insomma, una metafora di chi cerca di mangiarti vivo e tu devi sopravvivere. Sai scrivere e ti piace il genere zomberos? Scrivi il tuo racconto di sopravvivenza quotidiana e vediamo quanto sai calarti nei luoghi che conosci, nell’odore di piscio e sangue marcio delle strade invase da zombie. Mandami il tuo diario da sopravvissuta, tanto tu duri poco!».

(La birra è finita) Grazie del suo tempo Signor Callegari.
«Che Dio ti aiuti, bambola!».

Marianna Bonelli

P.S.
Carlo è molto più elegante di come sembra in queste righe, ma io l’ho disegnato così.
Le risposte sono uscite dalla sua bocca e sono vere.
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CHE DIO TI AIUTI, BAMBOLA!
di Carlo Callegari
La Case editore digitale

Claudio Bambola è un agente della narcotici infiltrato a Padova. Dopo due anni di duro lavoro sta per portare a termine una retata di quelle che fanno notizia e che finalmente gli permetterà di cambiare vita. Ma dovrà fare i conti con una gang di mafiosi russi e per sopravvivere sarà costretto a chiedere aiuto a Tony, nano s*********e e pistolero, e a Silvano detto il "Boa", ex tossicodipendente convertitosi ai furti in appartamento in perenne crisi mistico-religiosa.
Una storia che stravolge i canoni classici del thriller e che gioca sempre sul filo del grottesco e dell'ironia, travolgendo il lettore con la sua freschezza e le sue continue trovate.
Carlo Callegari fa parte del gruppo di autori che aderiscono al movimento Sugarpulp: questo è il suo primo romanzo.

12/12/11

SPRITZ con DELITTO

MARTEDì 13 DICEMBRE
ORE 18:30
GALLA CAFFÈ - Vicenza

Un incontro Spritz Letterario aperto a tutti i curiosi e gli amanti del giallo, dalle origini a tutti i generi che comprendono nella trama:
almeno un morto e qualcuno che vuole scoprire chi e perché.
Facciamo un po' di chiarezza: perchè si chiama giallo, qual'è la differenza tra un noir ed un poliziesco, la parola thriller da dove deriva, elementi che trasformano un romanzo in un pulp, queste son alcune delle domande che domani troveranno risposta, grazie alle parole dell' avv. Di Bartolo, giallista vicentino amico dello Spritz Letterario. Vi aspettiamo, per scoprire se è sempre colpa del maggiordomo!

Galla Caffè - Primo Piano, piazza Castello 2/A Vicenza.

11/11/11

INGE SCHOENTHAL FELTRINELLI - UNA CURIOSITA' IN PIU'

Cari lettori e appassionati di fotografia,
lunedì 14 novembre sarà una data da ricordare:
Inge Schoenthal Feltrinelli a Vicenza per inaugurare la sua mostra fotografica
"INGE FOTOREPORTER", ospitata nei locali del Galla Caffè fino al 31 dicembre, con ingresso libero.

Una sequenza di scatti in bianco e nero lunga quanto un viaggio da New York all'Avana, era il 1953.
Il catalogo della mostra ha i testi curati da Natalia Aspesi: un feticcio da avere con l'autografo dell'autrice Inge, insomma un'occasione davvero unica.

Quanti di voi hanno letto il libro
"Senior Service"?
La biografia, scritta dal figlio Carlo, di Giangiacomo Feltrinelli, editore con "la testa tra le nuvole e i piedi per terra".
E quanti di voi sanno che Senior Service erano le sigarette fumate da Giangiacomo Feltrinelli.
Ne stava fumando una con un lungo bocchino e si mangiava le unghie. Era appartato in un angolo della casa di Rowohlt, l'editore tedesco amico di Inge. Era mal vestito ma glam, era in corso il ricevimento in suo onore. Era... la prima volta che Inge e Giangiacomo si videro e si conobbero. Era, ancora una volta, il 14 luglio 1958.

Da quel momento Inge smise di fare la fotografa di professione. Entrò in casa editrice e si occupò di gestire i contatti con gli autori. Che tempi, che bei tempi!

Marianna B.


La mostra è stata allestita da ECO - Eventi Culturali Organizzati & Comunicazione.

16/09/11

MATTEO E LA SUA MILA


Romanzo d’esordio per Matteo Strukul, scoperto da Massimo Carlotto che è anche curatore della nuova collana di E/O: Sabot/age, diretta da Colomba Rossi (…)per sabotare il silenzio quotidiano su temi inquietanti eppure rigorosamente taciuti. 
Con La ballata di Mila nasce una nuova eroina, nome di battaglia <<Red Dread>>, una furia violenta assetata di vendetta, una killer professionista che ha già i tratti dell’eroe da fumetto. Eccelle nelle arti marziali, nell’uso delle armi più sofisticate, ha un corpo mozzafiato che diventa un’arma letale.
Si può tifare per un’assassina?
Può una donna così spietata essere considerata un eroe?
Sì, se si scava nel suo passato, come ci racconta Strukul genialmente con la tecnica narrativa del diario di Mila, inserito tra un capitolo e l’altro. Un passato che giustifica questa violenza. Ambientata nel Nord Est, la storia ha un ritmo mitragliante con continui cambi di prospettiva, attraverso i quali si ha una visione limpida dei personaggi, delle loro abitudini, luoghi descritti con dettaglio quasi maniacale.
Un’indagine che porta a galla la criminalità del territorio tra mafia cinese e cosche locali, nella quale a fare giustizia non è la legge, troppo lenta e a volte ingiusta, ma la sanguinaria violenza di Red Dread, che Strukul ha ideato miscelando Kill Bill, Nikita e il carattere di sua moglie Silvia.
 Matteo e SugarPulp a Vicenza
 SABATO 17 SETTEMBRE - GALLA CAFFÈ - ORE 21:00
presenta: Marianna Bonelli di Spritz Letterario

Matteo Strukul è co-fondatore di SugarPulp, movimento letterario dedito al pulp-noir nordestino, ispirato ai film di Tarantino e ai romanzi di Tim Willocks e J.R. Lansdale, dove il substrato criminale texsano non è poi così diverso dalla Bassa Padana. Lo zucchero intriso di sangue deriva dalle radici agricole venete della coltivazione delle barbabietole, come marchio di appartenenza a un territorio.
La ballata di Mila ha colpito nel segno e nelle ultime pagine si intuisce il sequel, che sarà ambientato tra il Veneto e Berlino.


NOTA SULL’AUTORE

Matteo Strukul è nato a Padova nel 1973. Co-fondatore di Sugarpulp – ha collaborato con riviste (Buscadero, Jam, Classix) e quotidiani (Il Mattino di Padova, La Nuova di Venezia e Mestre, La Tribuna di Treviso). Responsabile dell’ufficio stampa di Meridiano Zero, è dottore di ricerca in diritto europeo dei contratti e ha pubblicato saggi musicali su Massimo Bubola e Massimo Priviero. Il suo racconto “Bambini all’inferno” è stato pubblicato sul Manifesto. La ballata di Mila per la collezione Sabot/age delle Edizioni E/O è il suo primo romanzo. Vive insieme alla moglie Silvia fra Padova e Berlino.

07/09/11

Speciale PHILIPPE DJIAN, per chi non lo conosce

Nato a Parigi nel 1949, Philippe Djian si impone negli anni ’80 come scrittore non conformista, considerato l’erede francese della beat generation. Catapulta i lettori in dialoghi serrati, mozziconi di sigarette, amori, sbornie malinconiche, squallide cene in cucine qualsiasi.
Autore di culto della scena letteraria francese, Djian è cresciuto a Parigi facendo ogni tipo di lavoro: portuale (per andare in Sud America), magazziniere da Gallimard e anche giornalista, ha intervistato tra gli altri la vedova di Céline per la rivista “Magazine Littéraire”.
37°2 le matin è il romanzo che lo ha reso celebre in tutto il mondo. Da questo libro il regista di J.J. Beneix ha tratto il film Betty Blue, candidato all’Oscar come miglior film straniero nel 1987.
Molto apprezzato dalla critica, ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali tra cui il premio Jean Freustiè 2009. 

In Italia è pubblicato da Voland, la mitica casa editrice di Amélie Nothomb.

SARA' A VICENZA IL 22 SETTEMBRE, ore 19:00, Galla Caffè!

Bibliografia:
per Voland P. Djian è tradotto da Daniele Petruccioli

*Imperdonabili
collana Intrecci, ottobre 2009
Francis è uno scrittore di successo, in crisi da quando ha visto morire la moglie e una delle due figlie davanti ai suoi occhi. D'improvviso l'altra figlia, Alice, scompare senza lasciare tracce...

*37°2 al mattino
collana Intrecci, giugno 2010
Lui, trentacinquenne con ambizioni letterarie, è tuttofare in un complesso di appartamenti in mezzo al nulla. Lei, Betty, è bella e imprevedibile. I due si abbandonano a una storia d’amore che rifiuta qualsiasi mediocrità...

*Incidenze
collana Intrecci, gennaio 2011
Marc, scrittore fallito, cinquantenne, insegnante universitario dalla carriera mediocre ma molto apprezzato dalle studentesse, si appresta a concludere la serata con una delle sue migliori allieve che ha bevuto un po’ troppo...

**Vendette - nuovissimo!!! 
collana intrecci, agosto 2011
A Vicenza il 22 settembre, ore 19:00, Galla Caffè.
Presenta: Marianna Bonelli
In collaborazione con: Alliance Francaise

26/01/09

L'ospite di martedì 27


La copertina del libro

Stefano Ferrio è nato a Vicenza nel 1956. Nel 1999 ha pubblicato con Antonio Stefani Calcio a due e ha vinto il Premio Gialloestate con il racconto Il naso (gialli Mondadori), dove debutta il personaggio di Claudia Palumbo. Attualmente collabora con "Il Gazzettino", "l’Unità" e "Diario";insegna semiologia del cinema e degli audiovisivi all’Università di Padova.



La detective di Stefano Ferrio, alla sua seconda apparizione in un "giallo", è una giovane donna intrigante, affascinante e imprevedibile. La sua eccezionale capacità olfattiva non le consente solo di essere contesa da profumieri famosi, che non lesinano sul suo onorario, ma ne fa anche una preziosa consulente della polizia.

Ne Il profumo del diavolo, il "naso" di Claudia Palumbo è impegnato a rovistare alla ricerca di un truce personaggio, dedito a messe nere, riti satanici, orrende sevizie inferte a vittime anonime e indifese che egli va a cercarsi fra gli emarginati. Il "demonio" in questione, tuttavia, questa volta ha rapito una bambina di quattro anni, Veronica Vaccari, figlia di un ricco borghese di Vicenza: il suo è stato un "errore", perché, a differenza di quelli dei poveracci di cui finora egli ha approfittato, il sequestro della bimba viene denunciato alla polizia e Melanicus, l'orco, si ritrova addosso schiere di detective agguerriti. D'altra parte, non è facile individuarlo, poiché Melanicus ha l'aspetto tranquillizzante di un elegante, raffinato quarantenne, con tanto di bella moglie e tre bambini deliziosi: gente d'alto affare, al di sopra d'ogni sospetto.

Condurre un giallo a ritmo serrato, avvincente, incalzante per 529 pagine, non è cosa da poco: va riconosciuto a Stefano Ferrio il merito di averlo saputo fare, con abili espedienti narrativi, continui spostamenti di sequenze, interruzioni azzeccate e "tagli" veloci, che alternano scene agghiaccianti a spaccati della provincia veneta densi di sapido umorismo, seguendo una tecnica sfruttata dalle soap opera più riuscite; una tecnica, volendo andare dalle stalle alle stelle, usata anche dal divino Ludovico Ariosto nell'Orlando Furioso.
Tuttavia, il Ferrio non ha certo la "leggerezza" ariostesca quando si abbandona a truci descrizioni di sevizie, forse per seguire un gusto alquanto diffuso nell'ultimo decennio, in cui, per riuscire a stupire in ambito "horror", sembra sia necessario scendere sempre più in basso. Questo è, indubbiamente, un limite: a furia di voler stupire con le atrocità, si rischia di sconfinare nel grottesco.
Eppure l'autore esprime una chiara propensione per la vita: «... tutto ciò che conta è qui [...] in questa luce che arriva dal mare, e splende solo per noi»: sono le ultime parole di Dedalus, un altro individuo demoniaco che si spegne affermando una profonda nostalgia verso la luce, appunto.
Tale contraddizione appartiene, comunque, allo spirito del romanzo dove spesso i personaggi sono umanamente ambigui e dove persino Claudia Palumbo, insospettabile protagonista "positiva", conosce le sue ore aberranti di delirio, momentaneamente corrotta dal Male che l'accerchia: un altro punto, mi sembra, a favore dell'Autore. Cui va dato atto, inoltre, di una notevole vivacità espressiva, che diviene particolarmente efficace in certe ariose descrizioni della campagna veneta, di quella toscana e, soprattutto, dei sordidi caruggi nella città vecchia di Genova. Eccellente, infine, la capacità di descrivere i personaggi, anche e soprattutto quelli minori, con scarne, graffianti, intense notazioni.
Per chi non teme i libri "ponderosi", una interessante lettura.
Laura Costa Damarco